Ancora mi fa male quello schiaffo
che ti diede tua madre;
lo so, non lo ricordi…
Credeva, lei, di compiacermi
perché m'ero lamentato
della tua gelosia. Mi ribellai:
sentivo profanata la mia anima.
E ti rivedo ancora…
Ti portasti la mano al viso,
ma non piangesti, il ricciolo
caduto sulle dita,
una carezza fatta al posto mio.
Quando mi vomitasti le mie colpe,
tanti e tanti anni dopo,
non ti sei ricordata dello schiaffo.
Me lo ricordo io oggi, che mi sanguina
l'anima tutta quanta…
E non ci sei.