Segna il territorio,
segna se hai coraggio,
perché per farlo devi crederlo tuo
e questa terra ti sfugge
scappa
ti lascia indietro
al tuo inutile gesto.
La terra mai innaffiata,
mai coltivata,
arata violentemente
seminata distrattamente,
depredata senza ritegno
ha lasciato l’indegno contadino.
Riposa terra ribelle,
autunno l’accarezza d’incanto
copre l’arsura di una coltre rossa,
semi di vita tengono il respiro
in attesa di fulgida primavera.
Non ti chinare ad osservare ora,
non provare a togliere le erbacce,
la terra non è più tua,
ti ha lasciato, indegno contadino.