PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 03/11/2005
Viver è finger d'ignorare
per chi questo respiro va.
Dono non voluto.
Le stesse vie percorro a lenti passi.

Ridere è mera forma
dallo stampo stretto.
E questi strani anni scorrono
che non vi sia aggiunto passo greve.

Peso a peso sovrapposto
che di nero tinge l'anima
...finchè non vi resterà colore alcuno;
tranne, fuggevole sogno
d'un abbraccio offerto,
sbiadito sapore di labbra schiuse,
parole invano attese.

E forse canuta e fragile
riandrò a questi giorni miei:
Insipido sapore che il sol sale
è quello di lacrime non spese.
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in questa poesia sembri già canuta e fragile e rivisiti già i tuoi giorni...mi sembra una poesia con la gobba e la sciallina...hai saputo tirar fuori le tue ombre...ce ne sono di questi momenti nella vita....poi scompaiono e poi ritornano e poi riscompaiono e poi riritornano...è un ciclo che hai saputo descrivere bene...leggendo questa poesia mi sento intrappolato.....brava e tanti baciuzzi

il 03/01/2006 alle 10:41

Oddio!io con la tua mi sentivo piu leggera ma non è che ti ho restituito un bel favore, intrappolato1
Si lo so, è un pò triste, non c'è bisogno nemmeno che lo spieghi che era un momento un pò di ......
ma passa, e hai ragione tu..poi torna e poi passa e ritona.....
grazie e un bacio a te, daniela

il 03/01/2006 alle 12:57

Erano giorni tristi che solo il tempo, spero, avrà reso meno dolorosi da ricordare.
Adesso ti vedo meno "fragile", un abbraccio, mati

il 03/01/2006 alle 15:56

In realtà io mati sono sempre un pò fragile e forte insieme...nel senso che accuso molto i colpi duri, ci sto male, ma poi ho il recupero facile e vado avanti...si tratta solo di metabolizzare....Ora si, son passati, grazie.
Un bacio, dany

il 03/01/2006 alle 19:59