PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/10/2005
Ancora una volta senza pradi verdi
su cui spargere il mio respiro;

come un leggero soffio di vento, zampilli
d'acqua dannata, redimono ogni mio più
straziante pensiero;

come un dolce cullar fra le grotte,
il sole mi sventra pezzetto per pezzetto,
mangiando la mia carne alla sua salute.

Era un angelo che volava nel mio
cuore intenebrito dagli affanni...

Godete o gente! Abbiamo detto
hai guardiani di liberare il recondito
desiderio nostro di massacrare
ogni illibidinesco istinto, poiché
con esso diverremo oscur dipinto.

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da brivido questa poesia. Soprattutto l'ultima strofa cosparsa di pesante ironia. Quell'ultima mi ricorda alcuni versi di Dante. Molto bella.

il 31/10/2005 alle 14:06

Una leggera soffiata!
bella, ciao
Valn.:-)))))

il 31/10/2005 alle 23:10

Bè in effetti è molto dura come poesia...ma non è l'unica...diciamo che nel mio caso è la prassi quando mi sfogo: mi piace dire tutto quello che penso in forma poetica senza limiti; e se talvolte esagero, maschero il tutto con l'immagine e la parola. Ti ringrazio per le tue gentili osservazioni

il 09/11/2005 alle 08:12