PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 27/10/2005
Inchiodo la macchina
scendo e arresto il tempo
che scivola da questo ottobre denso
come fiato appiccicato a un vetro.

Il pensiero incollato
alle tue labbra ancorate alle mie.

Nella mano accartocciato
un indirizzo virtuale: il suo.

La musica cambia ritmo
e ritrova uno di noi
a leggere i sottotitoli
del sentire dell'altro.
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A parte l'originalità del titolo, mi piace la chiusa.
Chissà cosa cogli in quel sentire attento!
Un saluto, mati

il 29/10/2005 alle 14:46

grazie...
e quello che si coglie
è sempre in divenire.

il 29/10/2005 alle 21:05

Il tempo che si ferma è la dimensione, la macchina
si può arrestare in quella terra di mezzo tra l'alba e l'ultimo sogno ancora impigliato tra le ciglia,
e l'orizzonte non è mai stato più vicino di così tanto da spettinarlo mettendo fuoi la mano dal finestrino.
Mi è parso di avere l'esatta chiave di lettura dei tuoi versi.. ma forse è solo suggestione di un ottobre ridondante,
Zordoz

il 06/11/2005 alle 17:01

Davvero bella soprattutto nei versi finali...

il 11/12/2005 alle 11:13