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Pubblicata il 26/10/2005
S’appresta lo specchio, a far baglio;
infesta ogni suo argentar bagnato,
cadendo ne lo stort bersaglio.

Lente cadono le gurie intro ‘l fossato,
urtando lo candid core de la Dea
contro ‘l sangue de lo dannato;
e manifestossi la pallida triste Luna,
attraverso lo suo zplendor fecesi mea
tanto che brillar no facea nessuna.

Lo storno mio abbia sempre bona vosce,
umiliando a Pietro, Santa Fortuna;
xanti d’ogni dove! Nove martellate su la crosce!
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