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Pubblicata il 19/10/2005
Da molte notti la luna separa i sensi commossi
dal cranio invecchiato a fermacarte
mentre un fruscio muto di capelli
cade nel paniere buffo del destino:


occhi lavati cantano un'altra nascita
in ciò che è di mio padre.


Lamenti di lingua sulla carta, spole
mosse dalla conosciuta mano
che porta fiaccole alla miniera,
vertebra di granito
che della colonna dietro è sbalzato dorso.
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