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Pubblicata il 12/10/2005
Colto dal letto come un fiore appassito,
lasciato a imputridire nel mio stesso vomito.
Il lungo corridoio mi veniva incontro con le sue tinte color pistacchio. Sbracciando cercavo di nuotare in questa nube, densa e lieve. Le gambe rimanevano incollate al suolo fangoso, e le mie movenze assumevano sempre più, la dolce danza dell’ubriaco. 80 metri di corridoio, eppure io camminavo da mesi in questo deposito di morti non ancora chiamati. Una porta aperta preparava il gran finale. Un respiro spezzato dava la morte alla mia adolescenza
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mi strazia....merita cinque....marealto

il 12/10/2005 alle 20:25