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Pubblicata il 19/09/2005
Invertebrati languidi al mio petto
per un fox trot al passo,
fruscio di seta la gonna allo spacco
e tacco dodici per il make up
alla caviglia blasonata.

Mie le mani sudate alla conta
di baionette che sfilo dall'icona,
ave o maria, o anna o bettina,
troppo fulgore: odiatemi trina
che forse il dolore è diventato urina.
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difficile commentare adeguatamente questa tua delicatissima poesia.
mi è sembrato di vedere una "blasonata" imbellettata, sul punto di fare una triste fine...

'notte mia cara. la rileggerò ancora prima di chiudere PH stasera, per cercare di darle la giusta collocazione interpretativa.
ciao pat

il 19/09/2005 alle 22:30

ORIGINALE IN PAROLE SEI IL VENTO CHE RAPISCE ISTANTI DI VITA E LI CONSACRA IN UNA MEMORIA VISIV E VISIONARIA PER SEMPRE. AMORE A TE DONATELLA DA GIùGIù COL CUORE

il 19/09/2005 alle 22:40

Questo è un brano molto amaro Pat. Credenze e paganesimo si fondono in una vorticosa danza in voga nel ventennio. Mi sono identificata nella gioventù di mia madre e ho scoperto che dall'inizio alla fine non è cambiato nulla per me donna di seconda generazione, ho solo avuto la possibilità di chiamare con diversi nomi il dolore. Ti ringrazio Pat, scusa del ritardo nella risposta, ti abbraccio, buonagiornata

Donatella

il 20/09/2005 alle 06:13

Le parole... si, sono terribili, a volte sconsacrate ma l'attitudine mi porta in "luoghi" dove non è possibile scindere il verbo dal paradosso. Ti ringrazio della lettura giù, giù, tanto amore a te,
ti abbraccio

Donatella

il 20/09/2005 alle 06:17