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Pubblicata il 14/09/2005
Come un clown che si prende gioco di sé
inventando capriole e salti da guitto
io gioco con le parole e mi nascondo

dietro il nero velo delle cose perdute
sopra la collina dei sogni smarriti,
dentro i singhiozzi spezzati d’un sax
spediti via fax da un amico sperduto

Non serve cercare rime aggraziate,
il sapore degli anni passati a sognare;
l’estetica del dolore è questione accademica
attendere la morte, un arte sublime

Nel costume di scena una rosa secca
ed un pezzo della bacchetta della maestra;
il clown si finge bambino, ama la luna.

Io di notte metto il vestito più bello
e pago da bere a quelli che incontro
ladri, puttane, usurai e poeti falliti,
clown intristiti dal peso degli anni.

Attendere la morte è un arte sublime.
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sei un vero poeta!
bacio e abbracciatona.pat

il 15/09/2005 alle 10:40

attendere la Morte è ucciderla vivendo,ed ognuno vive come meglio sa..o può...gran bella cosa ho letto!

il 15/09/2005 alle 12:14

maledettamente strana, non si incastra troppo col mio modo di vedere le cose, ma il tutto mi è piaciuto, i miei complimenti! cari saluti Ombra!

il 12/06/2006 alle 17:24