che sollievo deve dare saper dire questa preghiera, potersi fidare poi....
Credo che ..."...pre-occuparsi (affannarsi) è privarsi del presente, unico tempo che c’è, per proiettarsi nel futuro, che ancora non c’è. L’ansia ci distrae, ci concentra solo su noi stessi e ci fa perdere di vista i fratelli... Il presente è dono di Dio da godere in pienezza. Gesù vuole allontanare dalla vita dei discepoli l’ansia per le necessità della vita. Il mangiare, il bere, il vestito sono solo un mezzo, non il fine della nostra vita. Diventano motivo di ansia solo quando diventano un idolo… La natura ci insegna con semplicità cosa significa essere nelle mani di Dio e della sua provvidenza. Gesù non vuole invitarci al disimpegno, ma ci propone un atteggiamento di fiduciosa serenità perché la mia è una storia che vivo in compagnia di Dio e non da solo/a. Più importante del cibo e del vestito è la vita e l’ansia certo non ci aiuta a prolungarla, anzi…"...
Non voleva essere una risposta, desideravo solo rimarcare le mie convinzioni.
Fatemi sapere se la pensate come me oppure no.
Ciao.
Adolfo.
no,
la mia storia la vivo in compagnia di me stessa che è una compagnia molto limitata purtroppo di Dio e Gesù nppure l'ombra.
ciao
Dio che parla all’uomo è una costante della storia della Salvezza: dal tempo dei patriarchi e dei profeti, sintetizza la lettera agli Ebrei.
Dio insegue l’uomo parlandogli molte volte e in molti modi, per arrivare poi a parlargli, in modo definitivo, nel Figlio suo Gesù il più bello dei figli di Adamo, il desiderio dei colli eterni, l’abisso d’amore, il totalmente donato e continuamente in viaggio alla ricerca dell’uomo, di ogni uomo.
Dio parla.
Dio dona se stesso a ciascuno di noi, con sé, dona senso e pienezza di felicità alla nostra vita.
E noi?
Ascoltiamo?
Doniamo?
Le mie preghiere vogliono accompagnare aiutando ad ascoltare e a dare una risposta a Dio che ci abbraccia.
Ora.
Concretamente.
Generosamente.
Dare che cosa?
Un giovane sentendo viva questa domanda “cosa devo dire e dare a Dio che mi parla?” la passò a frate Egidio, uno dei primi compagni di San Francesco.
Questi gli rispose: “L‘una all‘Uno! L‘una all‘Uno!”.
Una sola vita hai, spiegò, preziosa più che gemma e irripetibile, donala all’Uno, a Dio, cioè da cui viene. Solo in Lui può riposare, fruttificare, gioire.
Anch’io dico: l’una all’Uno e saremo felici!
Auguri.
Adolfo
Credo che la risposta alla tua osservazione te la dia Gesù stesso quando dice:
"...Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti.
Si raccoglie uva dalle spine o fichi dai rovi?
Così, ogni albero buono produce frutti buoni; ma l’albero cattivo produce frutti cattivi.
Un albero buono non può dare frutti cattivi, né un albero cattivo dare frutti buoni.
Ogni albero che non dà buon frutto è tagliato, e gettato nel fuoco.
Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti.
Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?".
E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità"." (Mat 7:15-23)
Ricordati che non è la messa e/o la confessione che rovinano la gente. Ci sono cristiani buoni e cristiani meno buoni o cattivi (anche se i cristiani meno buoni o cattivi non dovrebbero esistere perchè, per sua natura, il cristiano deve tendere ad essere buono come Cristo).
Ti saluto augurandoti buona domenica (domenica=dies domini; giorno del Signore, signore dei giorni).
Ciao.
Adolfo