Giaciglio odoroso d'infanzia
riconduci la vaghezza
al nitido ricordo...
Ciuffi d'erba al piè falciati
riposan sparsi
sul materno terroso manto
Simile fine
lucide ciocche di perturbata novizia
Poi viene il lucente rastrello
dal logorìo tornito
il truculento tridente
di paglierini covoni famelico
ed il secolare carretto
narratore canoro
d'infiniti tragitti
Piovana pozza cristallina
specchio di brame
remote e puerili
qui vorrei tuffarmi
annegandovi il presente
nell'ondeggiar lieto del passato