Giace nel fondo
di un composto corpo
una pestilente epidemia;
mia cara,
sapessero gli occhi
quanti demoni sostano
davanti alla tua casa!
Queste unghie
raschiate in eccesso
lo possono narrare,
questa smorfia
(non lo vedi
il gesto di gloria
che compie il labbro?)
da voce all'ormai
alcolizzato aedo!
Ritorna
la triste parata e
questi tamburi
non più segnano il tempo
ma una lugubre
esecuzione!
Tutto ciò
non è il fiore macabro
del mio sostare dentro,
ma l'eco degli spari
uccide l'uomo
demonizzando la bestia;
e non vi sarà stupore
nel sapere
che il fuoco
brucia la carta.
maledetto il cielo!
che rende impossibile
alla bestemmia
di volare alto
come le tue
timorose preghiere