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Accorata ti poggi sulla mia spalla e cristalli sciolgono monti che ore diurne hanno ignorato .
Il tuo pianto lascia il segno anche quando non sei qui.
Con la tua sensibilità di soffione esposto alle risate fanciulle ti ritrovi a piumeggiare su atmosfere dove la tua voce non è pronta a raccogliere nessun incontro di fulmini.
Cerchi di ripristinare i tuoi vuoti aggredendo cibarie, le inghiotti non percependone gli aromi..riempirti..abbuffarti..vuotando le dispense e a volte non mastichi neppure, non te ne importa, la tua gola è un traforo di entrata.
I chili di gelato si riducono a pochi bocconi, ingurgiti nella tua triste bocca merendine con una sola manovra oramai esperta e astuta..concepisci ciò senza il bisogno di respirare come se quel cibo lo stessi baciando per la prima volta..
Quando sei fortunata il tuo stomaco getta via tutto, con la forza di un battaglione, si aprono valvole consumate da acidi troppe volte saliti a corrodere mucose e la sacca si libera di proteine e carboidrati..
A volte sono le tue dita a dare ordini, il cucchiaio che essi reggono dà il via all'esodo e con mano pesante masturbi la tua gola affondando fin quasi dove i respiri si separano dai solidi e dai liquidi e intanto godi perchè rinunci alla tua vita senza senso, vomiti l'assenza che ti circonda e il silenzio è riempito da rumori volgari mentre il cuore inizia a parlare sempre più veloce.. in alcuni momenti desideri soffocare quando nel tuo lavoro le vie aeree sono ostruite da composti liquefatti ma il corpo emette gemiti di vita!
Esaurite le gesta ti rimane il premio di sangue sulle dita di una gola stuprata, occhi gonfi e indiavolati per lo sforzo della risalita, bocca asciutta e rugosa per l'immane distensione delle smorfie e quegli occhi vedono l'ammasso dei tuoi desideri, escrementi immaturi, con ancora nel loro miscuglio distinti colori accesi..con loro rivivi i sapori, aromi sottili acquisiscono la sostanza lo dice la tua lingua gonfia, la tua gola tumefatta mentre nello stomaco dolori emettono la sentenza di un linguaggio sgraziatamente gutturale d'affrante e sodomizzate viscere..
Mi chiami "Ho finito"..
*"Cosa hai mangiato?"
Mi presenti la lista della spesa ed io capisco che il tuo stomaco è vuoto che si è saziato lo stesso momento in cui guardavi la poltiglia..
Ma io Ti voglio bene anche quando il tuo viso è il rifugio di un ombra, anche quando i tuoi occhi sbavano e come le lumache lasciano la scia e vorrei tu la vedessi coi suoi colori traslucidi e capire che il dolore liquido ha la tua bellezza..
Io e te non siamo tanto diverse ognuno di noi vomita il mondo e con un modo tutto suo..tu lo fai rendendolo un'acquitrino un tempo profumo d'umanità ma io so che il tuo è un cancro d'amore ..
Aspetto la tua chiamata spesso con ansia e se potessi impedire la tua condanna lo farei ma sono qui a scriverti e a dirti che sola con me non sarai mai e che se anche le tue parole divengono catrame nei miei polmoni ne porto il peso assieme a te..ma non ti permetterò di vederlo..
Sfinge oggi triste