Era un tiepido pomeriggio
di mezzo inverno,
uno di quelli
in cui è nato
il re del mondo.
Come centauro
fiutai
in un intrico di linfa
e di foglie,
un gradevole profumo
di giovin fanciulla.
Sulle sponde
del fiume,
ti vidi
china,
ricercare la tua
bellezza,
nell'acque pure.
Mi vidi
tendere il mio arco,
mi chiedesti pietà,
non l'ebbi
non l'ebbi mai.