...
Svuoto
questo letto
e tra viscere colate
occulto la natura
affinchè tu non possa trovarla
Disfo
questo nembo
di muscolo senza sangue
lo strappo lontano
tu non sai dove
ma io lo vedo ...dimenarsi nel dolore
In verità l'Amo questo dolore
mi conduce nel labirinto d'ombre di piaceri
nel quale mi perdo
e quando arrivo alla meta
Tu non sai il mio Disprezzo..
Ripercorro
il salotto dell'Inferno
avida e dannata
siedo su poltrone di Tentazioni
attendo
che venga forgiata
col mio sangue
la chiave per la tua venuta..
Perchè sei il Sole
nel mio incerto
ne dipingi i colori
e quando vai via
nulla è affresco d'Anima..
Taglio dita del tuo sole
le custodisco
nel fondale di nebbie oculate
ma al tuo andare
esse sono pietre vulcaniche
dure e finite d'Ardere
Su di esse noto il calco
con le dita lo indosso
..perfetta forma..
di pieghe nelle pieghe
ma mi è impedito vederla
poichè lasciai la vista
come pegno e prezzo
posso sentire la treccia d'ossa soltanto
e fustigare i ricordi nelle rinunce
portatrici del tuo nome..
L'Inferno è luce
non raggiungibile
dai ghiacci di cui mi rivesto
a difesa di altri semi
L'Inferno è acqua
non potabile
per la bocca ustionata di cui mi trucco
a difesa di altri mari
Il mio Paradiso
è
l'Inferno
che Tu sei..
sfinge