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Pubblicata il 03/06/2005
Fiato d’ubriachi

Fiato d’ ubricachi
Scuro, di volti torti
Solitudini di sentinella
Angiporto di marciapiedi
Periferie di smorfie arenate su marine
di rosso, livido rubino
navigate con visi rugati
da solchi di chiglie di vetro
ghigni di labbra accostate all’orlo
sillabe solo, di suoni stonati
appena tossiti ad annodare
canapi tesi e duri ricordi
rapidi respiri ammainati
da bonacce di cirri epatici,
una gamba qua
una gamba la.
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A Faber
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davvero bella!complimenti

il 03/06/2005 alle 21:56

...gonfi di vino/quattro pensionati mezzo avvelenati a un tavolino...". Mi permetto...una postilla di citazione :-)
Splendida Sergio, nella vivida colorazione che hai saputo rendere alla parola, all'umano ipervero, sensibile, e peraltro mai giudicabile.
Un omaggio al caro Fabrizio al quale mi associo in anima.
Saluti cari.
Max

il 06/06/2005 alle 11:52

Grazie della visita Pinkrabbit,
a bien tout..
Zordoz

il 07/06/2005 alle 08:18

Nessuna constatazione Chiara e per quanto riguarda l'eccesso, beh difficle stabilire la linea di demarcazione tra il di qui misurato e sicuro ed il di la sconfinato ed inquietante.
Grazie
Sergio

il 07/06/2005 alle 08:21

Grazie max per avere colto l'immediato ed il recondito.
Sergio

il 07/06/2005 alle 08:22