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Pubblicata il 27/05/2005
Come un guerriro
triste e solingo
che si appoggia
alla spada
spezzata
dal Destino,
così appare
il mio viso
rigato
di dolore
affranto
da un obiettivo
non raggiunto
e dalla foga
di conquistarlo...

Mi appoggio
al foglio
e alla penna
unici conforti
nel disagio
che provo...

Morte ammiccante
..........................[m'ispira il suo sorriso]
e la foto dei
cari traditi
dalla mia scarsa
maturità intellettiva
che mi elegge
al di sotto
di tutto il resto...

Ciò che provo
....................[lo sconforto più totale]
verso me stessa
e l'afa che mi
distrugge
inesorabile fuoco estivo
che s'insinua
ineluttabile
tra le fessure
della mente
e dello spirito
riducendolo
fino a farlo
scomparire
nel buio
dell'Universo
riscaldato
dalla luce
delle stelle
e dall'amore
degli amanti...

Di quello
che ho scritto
rimane solo
il pianto
disperato
di un poeta
con il cuore
affranto
e infranto
dai sogni
di vana gloria
e dalle promesse
non mantenute
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Sei molto brava, ciao Antonio

il 27/05/2005 alle 22:58

Ciao Principessa AZZURRA... è proprio triste questa poesia...Se posso chiedertelo, qual è l'obiettivo che non hai raggiunto!!! non mi sembravi così triste in quel periodo... (ma non bisogna fare domande al poeta come mi insegnigiustamente tu!!!)

il 12/11/2005 alle 12:50