Come un guerriro
triste e solingo
che si appoggia
alla spada
spezzata
dal Destino,
così appare
il mio viso
rigato
di dolore
affranto
da un obiettivo
non raggiunto
e dalla foga
di conquistarlo...
Mi appoggio
al foglio
e alla penna
unici conforti
nel disagio
che provo...
Morte ammiccante
..........................[m'ispira il suo sorriso]
e la foto dei
cari traditi
dalla mia scarsa
maturità intellettiva
che mi elegge
al di sotto
di tutto il resto...
Ciò che provo
....................[lo sconforto più totale]
verso me stessa
e l'afa che mi
distrugge
inesorabile fuoco estivo
che s'insinua
ineluttabile
tra le fessure
della mente
e dello spirito
riducendolo
fino a farlo
scomparire
nel buio
dell'Universo
riscaldato
dalla luce
delle stelle
e dall'amore
degli amanti...
Di quello
che ho scritto
rimane solo
il pianto
disperato
di un poeta
con il cuore
affranto
e infranto
dai sogni
di vana gloria
e dalle promesse
non mantenute