Chiamatemi Rasputin
ed io vi risponderò come non mai.
Riuscite a vedere le mie mani?
Hanno conosciuto tempi migliori
tempi in cui son state lisce e vellutate
ma l’abominio dei miei atti
le han trasformate in semplicissimi artigli.
Vedete la mia barba?
Un tempo era ordinata e pulita.
Adesso è cancrena per il mio viso
che non ne può più far a meno.
Come le radici di un albero
si dilaga per tutta la mia realtà
nascondendomene un’altra…
…il mio passato.
Riuscite a vedere i miei occhi?
Ehm no quelli sono fornace ardente
dei miei pensieri più volgari.
Sono veicolo di morte
e di gioia
e di potere
e di noia.
Ho concentrato il mio essere li
e loro come un cancello
si aprono a mio comando facendomi uscire
al coperto.
Nascosto in una realtà
che voi non concepite
non capite
e me ne date la colpa.
Pensare che gli stolti siete voi
che non capite il mio essere cattivo.
Linciatemi pure!
Son cattivo come il mondo
la società
il vicino di casa
il bastardo che ti taglia la strada.
Sono Rasputin diverso ed uguale a tutti voi.