GABBIANI
Sfrecciano a pelo d’acqua
come bianchi lampi
piegando le ali al vento
e con gialli becchi,
adunche scimitarre,
vìolano l’acque
per ghermire lampi d’argento.
Poi sazi
su scogliere acerbe
tra contorti cespi di rosmarino
si posano a ristorare
pigolanti implumi.
Gabbiani
volatori arditi
che tempesta non temono
e d’ogni slancio fanno evoluzione.
Non so staccarmi da quelle ali
che pur nella fragile apparenza
sanno condurmi lontano,
candide e rapide,
come i sogni di un bambino.