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Pubblicata il 28/03/2005


Terri, creatura disarmata,
sola con la tua notte,
crocifissa al letto dei tanti no,
il grido di Cristo
nel cuore mi echeggia: "Sitio!"
E tu, tu non hai chi ti offra
almeno una spugna imbevuta di aceto:
non hai sangue reale…

Sorella che lentamente ti spegni
e vorresti dire a tua volta tanti "No!",
con te lentamente si spegne
un'altra speranza. Ma oggi è Pasqua
anche per te.
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Raramente condivido poesie scritte per l'occasione: in esito, cioè, a fatti di cronaca. Ma questa mi ha colpito e conquistato: per come è portata e per la sua versualità.
Se mi permetti, penso che meriti un 5.

il 28/03/2005 alle 11:37

Sono molto belle le tue parole per Terri, Franco.
Qualcuno ha deciso per lei, il tutto. Se morire o seguitare a vivere, per il solo fatto che il cuore le batteva ancora.
E' molto triste tutta questa storia, ma sono sicura che Terri, anche se molto lontana, ormai, può sentire le lacrime piante di noialtri, per lei.
baci
MTA

il 28/03/2005 alle 13:27

Terri: PERSONA, corpo, anima.........affidata
ad altre persone, ad altri corpi, ad altre anime....
Triste è il cammino dell'Uomo e valle di lacrime
il suo cammino.

Grande sensibilità, la tua.

il 28/03/2005 alle 13:57

Io, a seguito di questo fatto di cronaca, mi sono spinta a lasciare delle volontà: che nessuno si azzardi a volermi tenere in vita
alle stesse condizioni alla quale è sottoposta Terri da anni.
Nessuno dei miei cari, deve permettersi di torturarmi e torturarsi così.
Mi lascino morire da persona.
Esattamente come persona sono nata.

Come vedete, ciò che potrebbe spingere i miei famigliari a lottare per tenermi viva, potrebbe essere per me la morte/vivente.

pat.

il 28/03/2005 alle 22:13

Vedi, Pattina, secondo me non è semplicemente un fatto di cronaca, ma molto altro: è la com-passione che mi ha suggerito quelle parole. Le opinioni personali in merito all'argomento vanno rispettate, ma la sofferenza è sofferenza. Grazie, comunque. Ciao.

il 29/03/2005 alle 18:50

Caro Ulisse, direi che il fatto di cronaca come tale poco c'entra; ho messo per iscritto l'immedesimarmi nella situazione di un "vegetale" che viene lasciato morire, mentre innaffiamo il basilico e i fiori; se avesse sangue reale a quel "vegetale" non avrebbero staccato la spina. Grazie delle tue parole. Ciao.

il 29/03/2005 alle 18:55

Ciao, maresa2002. Noto che le nostre sensibilità in merito al problema sono molto vicine, e mi fa piacere. Ti ringrazio e ricambio i baci.

il 29/03/2005 alle 18:58

Grazie, Vitale. Quello che spero è di non essere solo. Ciao.

il 29/03/2005 alle 19:00

ma io non mi sono limitata al semplice fatto di cronaca (che comunque per la sua drammaticità è tutt'altro che semplice...), ho addirittura fatto di quella sofferenza, testamento; che è molto più complesso, di una mera opinione.

e della mia sofferenza, non deve essere vittima nessuno dei miei cari, oltre che di me stessa.

grazie per avermi dato modo di chiarire.
ciao franco
patrizia

il 29/03/2005 alle 20:12

Faccio mio il commento di PAtrizia......condividendo in pieno il suo pensiero.....
E' immensa la tenerezza, la pena che mi ispira questa sfortunata ragazza ma, non condivido il giudizio dei tanti che la vogliono viva ad ogni costo .....Sono certa che se lei potesse parlare griderebbe "NO"....."NO" così.
Toccante la tua poesia, rivela una sensibilità profonda che lascia, in chi ti legge,tanta tristezza....
GABRIELA

il 30/03/2005 alle 20:51

Cara Gabriela, nessuno ci ha chiesto di nascere e nessuno può decidere di farci morire, anche noi, che non abbiamo deciso di nascere. Ma il problema, secondo me, non è questo, bensì il pretendere che noi, che non l'abbiamo messo al mondo, possiamo decidere di togliere dal mondo un essere umano, anche perché è la vita che vince contro la morte, non il viceversa: la morte viene sempre sconfitta, non fosse altro per il fatto che la vita si trasforma, ma non cessa: io dunque sono sempre per la vita, fosse anche la vita di un fiore. E', inoltre, il mio, un condividere, da simile a simile, la sofferenza di un "vegetale", che però tale non è: si ha pietà delle piccole foche che vengono massacrate per le loro pellicce, e non per un essere umano? E' che Terri non ha un valore economico. Se lo avesse, o se fosse di un'estrazione sociale diversa, più "scelta", sono sicuro che l'"accanimento terapeutico" sarebbe definito diversamente. Non faccio il discorso della fede, perché sono fatti personali, lasciati alle convinzioni individuali. Ma anche da questo punto di vista molto ci sarebbe da dire. Io so solo che un essere umano, cosciente o no, sta morendo di fame e di sete. E soffre, ammesso, e non concesso, che non se ne renda conto. E questo degrada anche me, come essere umano. Per non parlare dei vergognosi risvolti politici o pseudo-tali. Ti ringrazio. Ciao.



il 30/03/2005 alle 22:33

sai bene che questo non può valere come tuo testamento. :-)

il 30/03/2005 alle 22:41

per ogni creatura che soffre...anche noi altri, soffriamo altrettanto.E' molto difficile dare una risposta....ma si sà che le vie del Signore sono infinite, e la speranza non muore mai!....Per Titti, ci sarà poi il grande abbraccio dei familiari che le trasmetteranno il loro infinito amore!.

il 30/03/2005 alle 23:15

Caro Franco.......Sono diversi i punti che condivivo col tuo pensiero...specialmente il risvolto politico che si è assunto il diritto di decidere della vita di questa sfortunata ragazza....... questo diritto lo avrei lasciato "esclusivamente" ai suoi famigliari,
spettava unicamente a loro decidere per il si o il no
a questa forma di vita che ,obbiettivamente, non chiamo tale, da portare avanti con la loro figliola.
Io posso dirti che "COSI' " non avrei voluto assolutamente vivere .
Per me vivere vuol dire correre su un bel prato e su di esso farci capriole.....vuol dire tuffarmi in un
mare azzurro sguazzando come un festoso pesciolino ......vuol dire ritrovarmi con amici a gustarmi una pizza e poi a fare quattro salti in discoteca.....vuol dire amare ed essere amata facendo progetti per il futuro insieme al tuo " lui" e,
caro franco...... se ciò all'improvviso mi venisse negato
dimmi che senso avrebbe "VIVERE"....
NO e ripeto NO, una vita così non l'accetterei "MAI".....GABRIELA:

il 01/04/2005 alle 10:52

Cara Gabriela, sono certo d'accordo con la prima parte della tua riflessione. ma pure ai cosiddetti "anziani", che certo non possono godere dei prati, del mare o non hanno un "lui" o una "lei", o coloro che sono su una sedia a rotelle o nel fondo di un letto, alla mercé di coloro che vogliano prendersi cura di loro, "stacchiamo la spina" (si fa per dire...)?
La vita è anche altro; c'è una vita interiore, che viene coltivata poco, è vero, ma che non è meno dignitosa di quella "attiva": anch'essa è vita.
E non voglio tirare in ballo il "finché c'è vita c'è speranza". :-)

il 01/04/2005 alle 12:36

Come non essere d'accordo con te?

il 01/04/2005 alle 12:39