PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 07/03/2005

Correvi libera nella foresta
stringevi in mano
un grosso cucchiaio
simbolo di una minestra
immaginaria.

Eri orgogliosa
del tuo sposo Kolaholi
'' ricco ''
lo chiamavi
nascondendoti cerbiatta,
nella fresca capanna...

Donna surma d'Etiopia
camminavi nella Valle dell'Omo
tra capre e pastori paleonogriti...
mangiando pane non lievitato.

E quando ti dissero
sei donna, puoi sposarti,
orgogliosa
accettasti la segregazione...

Donne vecchie
al villaggio deformarono
spaventosamente
il tuo labbro
introducendo un piattello
di terracotta...
al solo scopo di essere
'' bella '' per il tuo sposo.

E tutti cantavano:
'' nostra madre, nostra mela, nostro frutto ''
il frutto di quale
sacrificio...
piangevi
commossa
barattata con 75 capi di bestiame...
e il tuo sposo
sorrideva.

Preparavi il tuo
corpo ignudo
colorandolo con stelline
in caolino bianco...
mille perline di fiume...
sul tuo seno sodo,
e ti offrivi a
lui
per quella notte d'amore,
con il sole
ancora alto
nel cielo d'Africa.


Alexia


*Un grande bacio a Natero sposa d'Africa...


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LA FEMMINILITà CHE RACCONTI è COSì LONTANA DAL NOSTRO MONDO. EPPURE COSì SENSUALE, GIOVANE, INNOCENTE. ESSA CREDE IN QUEL SUO TIPO DI AMORE. E' UNA FANCIULLA DELLA FONTE. SAI, TU HAI IL PREGIO ORMAI RARO, DI SAPER RACCONTARE IN POESIA DIVERSI MONDI E DIVERSE CIRCOSTANZE DELLA VITA. COME NON SI PUò ELEVARE UN ATTO D'AMORE ALLA TUA POESIA? IO DICO SI PER TUTTO QUELLO CHE TU SEI. GIùGIù

il 07/03/2005 alle 20:08