E d'un colpo il presente inizia
a scivolarti addosso
come pioggia su un corpo
spalmato d'olio bruciato,
e di pensare fare parlare
scrivere leggere non ti frega
un beato niente ché
le tue dita non hanno guida e
il tuo cervello non ha occhi.
E ti chiudi e scavi nel niente,
anellide disperato,
per difenderti dal vento
che scuote i vetri,
dal sole che vola alto,
dal mare che mangia la rena,
dalla vita che ti gira attorno
ignara
mentre i ricordi dei momenti forti,
vissuti consumati e subiti
alla velocità della luce,
affiorano impietosi a spaccarti
l'anima
e non vi è pace,
dio maledetto!
non vi è pace.
10/03/2004