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Pubblicata il 03/03/2005
E d'un colpo il presente inizia
a scivolarti addosso
come pioggia su un corpo
spalmato d'olio bruciato,
e di pensare fare parlare
scrivere leggere non ti frega
un beato niente ché
le tue dita non hanno guida e
il tuo cervello non ha occhi.
E ti chiudi e scavi nel niente,
anellide disperato,
per difenderti dal vento
che scuote i vetri,
dal sole che vola alto,
dal mare che mangia la rena,
dalla vita che ti gira attorno
ignara
mentre i ricordi dei momenti forti,
vissuti consumati e subiti
alla velocità della luce,
affiorano impietosi a spaccarti
l'anima
e non vi è pace,
dio maledetto!
non vi è pace.


10/03/2004
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sì..non vi è pace..ed è terribile..ogni volta che ci casco non so mai quando e se riuscirò a tornarne fuori..ma poi mi appiglio ai libri, alle lezioni, allo scriver ed al fare inutili chiacchiere..ed allora..rieccomi.
bellissima! mi sono ritrovata un sacco..bacio,
strange

il 03/03/2005 alle 11:26