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Pubblicata il 01/03/2005



Sapete quelle gioie
che riempiono il cuore
fin quasi all’affanno?
Non era mica successo niente
di strano, però
era cresciuto un albero nuovo.

Ricordo maestoso
il noce che aveva ombreggiato
la casa di campagna,
sorridendo al pettirosso
che spavaldo saltellava
sui suoi rami.

Poi Giovanni l’aveva tagliato
per vender legna,
credo...o forse
perchè ombreggiava troppo.

Aveva davvero
una bella forma
e prendeva lo slancio
fino al cielo.

Con una corda
appesa mi dondolavo
e spingevo le gambe
all’aria, quasi avessero sete,
sete di sole.

Che panorama
quando salivo lassù tra i rami,
il tetto di casa,
il volo d’uccello,
e la vista del campo in fiore.

E’ una delle magnifiche
giornate d’inverno
il sole è pallidissimo come cera,
l’azzurro chiaro del cielo,
le mie ginocchia sbucciate.

Felicità di crescere
di venire a poco a poco
slanciata nel cielo
sapete:
io cresco con lui,
e sono l’apprendista della felicità.


Alexia

Note: Un alberello da donare a un bimbo.
Gli uccellini da accudire.
Le prime semine.
Il piacere della contemplazione.

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...la mia altalena era legata ad un ciliegio
davanti alla mia casa e danzavo la gioia di vivere
sfuggendo ogni giorno le leggi di gravità

Ora la pianta è sempre lì, dona l'ombra d'estate
e rossi frutti succosi di maggio
Solo l'altalena non c'è più

Un bacio
L.

il 02/03/2005 alle 00:23