Sento
nel respiro affannato
della notte
un tenero e graffiante animale
che leccandomi le orecchie,
lingua ruvida ed asciutta,
mi chiama a vivere
il dolce sensuale
e la nuda trasgressività..
Io,
invano cerco di cacciarlo
e come un cane che chiede il cibo
il suo abbaio mi sveglia e
mi ricorda
che nel giorno
la mia carne
si deve consumare,
morendo lontano
da queste notti..