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Pubblicata il 03/02/2005
C'è qualcosa nel tuo sorriso
che riaffiora al pensiero
immerso nell'eterno gioco
del disperdersi e del ritrovarsi

E' così sicura questa idea
che nemmeno la morte la tormenta
allora mi siedo sul muretto fanciullo
e nascondo i pennarelli tra le mani

Spariscono i cancelli
le ginocchia non mi fanno male
scompare quella suora-strega
e i folletti mi fanno compagnia

L'edera si arrampica sulle pareti adolescenti
e cancello ristrettezze di mondi
che stentano a lasciarci
per ritrovarmi immersa nell'inchiostro
innamorata delle parole
e di sogni sulle note

Quanto mi è caro il tuo sorriso...

(A Francesco)
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Questo, tutto questo è il sorriso della/e persona/e a noi care.
Una poesia che sa trovare gli accenti giusti per esprimere in modo lieve e affascinante i moti e i palpiti del cuore.
Un salutone a te.
Michele

il 03/02/2005 alle 16:16