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Pubblicata il 03/02/2005
Da tempi piu' arcani vidi sul ciglio di un pendio figura sacrilega perche' cosi' mente volle immaginarlo nel primo sonno della notte.
"All'improvviso" mi disse e spari' nel nulla cosi' come fini' il mio gia' tormentato riposare.

Ripensai a lungo a quelle poche parole,essere abbandonato era il mio destino,restare solo perche' cosi' avevano deciso che fosse coloro che accanto a me avevano vissuto.

Subi' torti e non smetto tuttora di disinfettare ogni ferita,ogni freccia ha lasciato il suo segno.Comprendo solo ora quelle parole:vidi topi nelle seguenti notti che attentavano alla mia esistenza e ars arcana mi spiego' che dei piu' cari dovevo temere.

Rinasco oggi piu' forte consapevole dell'equilibrium vitae.

Esso nasce e regola la vita di ognuno e di tutti.
Si sviluppa su principi d'amore e virtu';attaccare sarebbe stato come fallire,nell'attessa esso stesso avrebbe fatto il suo corso e per principio avrebbe riequilibrato ogni cosa;silenzioso in campi diversi ed in battaglie diverse dove neanche io ero il guerriero principale ne' il vero e proprio sfidante.

Vidi coloro che mi esiliarono cadere sotto ogni colpo battente dell'equitas naturalis e a volte,cosi' pesanti furono le riverse che provai tristezza per loro;ebbi anche la forza di voler dimenticare e tentai di dare una mano ma equilibrium vitae non volle.

Anche se io ero stato il primo a cadere,e loro ora cadevano nella mia stessa maniera,non potei fare nulla,non mi fu permesso.
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