PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 27/01/2005
Va il mio pensiero
in quel triste luogo
dove oggi, amico mio,
legato ti han portato.

Prigione della mente,
malattia chiusa in galera
col comodo pretesto
di non poterla curare.

La tua giovinezza
distrutta senza amore,
ancora di salvezza
che a te e’ stata negata.

Debole creatura,
non hai avuto forza.

Ora io mi chiedo,
cosa di te ci turba
e perchè t'imprigioniamo.

E’ forse il tuo parlare
da solo ad alta voce?
O il cantare ballando
per la via a squarciagola?

Sono le tue domande strane
che ci imbarazzano?
Oppure e’ la tua mente libera?

Dimmi amico...

è lei che ci disturba?
  • Attualmente 3.5/5 meriti.
3,5/5 meriti (2 voti)

Ecco un esempio di "poesia sociale" che prediligo! E che tematica!
Hai ragione, cara Ileana, "Lui" ci disturba, ci imbarazza, anche perchè, diciamocelo chiaramente, "Lui" è vero, e i "falsi"... siamo noi!
Voto ...adeguato!

il 27/01/2005 alle 10:53

P.S.: dimenticavo! L'impianto lirico è disegnato con sensibilità tutta femminile: ed è un valore aggiunto!

il 27/01/2005 alle 10:57

Davvero una poesia notevolissima, sia da un punto di vista stilistico che tematico... nessuno possiede la verità e forse certe persone sono meno vincolate di noi nel parlare e nel pensare.
Complimenti a te e un abbraccio.
Michele

il 27/01/2005 alle 15:33

un inchino per questa poesia

il 27/01/2005 alle 17:06

...Carissimo Ulisse, questo è un argomento che mi sta molto a cuore e sono felice di sapere che hai apprezzato....grazie per la tua sensibilità.
Un abbraccio.
Ileana

il 27/01/2005 alle 17:46

...ed è per questo che noi inconsciamente, credo,
li allontaniamo, ne siamo spaventati.
Ciao Michele.

il 27/01/2005 alle 20:16

Grazie...mi fa piacere che tia piaciuta..dimostra la tua sensibilità...ciao.
ileana

il 27/01/2005 alle 20:20