PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 26/01/2005
Ho sentito
il tremolio delle voci
uscire dalle crepe
bocche come fessure
che pronunciano stonate sillabe.

Il suono fa eco
e ritorna nel cuore
svuotato ma vivo
riflesso su sbiaditi ricordi.

Ricordarsi ogni giorno chi siamo...
e questo per non sfiorire
sotto la brina
che gela il sangue
incurva le braccia
come ali di una stanca farfalla
pronta a volare
aspirata dal vento
verso la morte.

Ho visto
manichini muoversi a fatica
sotto il peso di un leggero tessuto a righe
aggomitolati
come gatti in cerca di fusa
sordi del male altrui
ciechi al loro dolore.

Ho pianto
camminando nel silenzio
e mai come allora
non mi sono sentita sola.
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..è il terrore del quotidiano, quello stesso che ci da radici profonde
E' la paura di esistere che troppo spesso contraddice quella di morire

un bacio
L.

il 27/01/2005 alle 09:36

il tuo animo sensibile non poteva mancare oggi!
ti ritorna in mente il viale, vero?
bacino
pat.

p.s. sei guarita?

il 27/01/2005 alle 10:42

Quando la morte entra nel quotidiano e ne fa parte, non come evento naturale o accidentale, ma come scelta...questo mi fa paura!!! Baci MR

il 27/01/2005 alle 13:54

La mia non è retorica di circostanza, ma non posso dimenticare...
Non ho più la febbre ma sono KO
Baci MR

il 27/01/2005 alle 13:58

Lo dobbiamo sapere, ma, ancor più, lo dobbiamo ricordare!
Una poesia che non abbisogna di commenti tanto le sue parole sono nitide e scolpite!
Complimenti davvero e un abbraccio.
Michele

il 27/01/2005 alle 15:55

Grazie Michele per capire che non si deve ricordare solo nel giorno della memoria , ma deve far parte della nostra memoria ogni giorno...cmq il mondo non ha fatto troppo tesoro e la crudeltà continua davanti ai nostri occhi immobili di fronte alla televisione...
Bacioni
MR

il 28/01/2005 alle 09:30