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Pubblicata il 21/01/2005
“Nella notte ti vedo con le mani consorte
prima di iniziare il canto,
mentre salti da una nota all’altra”

Ubriacato dal dolore di mio figlio,
ricordo incontrastabile, riccioli biondi:

“povero amore, chissà quando ti rivedrò?”

tuo padre sopra un cavallo baio
forte germoglio di quercia,
quando penso a mio padre vedo te,
come senti l’amore scorrermi dentro
così vedrai il fiume dell’Eterno
quando sarai grande, maturo e vaccinato.

a tua madre:

“scialba, parodia vera, poverezza della povertà”


a 2 anni dal tuo ratto,

tuo padre, in amore per un futuro che ti accompagnerà in ogni cosa che farai.
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