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Pubblicata il 21/01/2005
O Sciuliebeth, la tua è Bellezza tra le bellezze,
il tuo respiro è come mirra, riscalda l’Inverno.
O dea bendata, quale croce mi facesti?

Povero ma bello, pieno di confusione,
sogno la vita e dormo nell’amore,
scorgo la vicissitudine del destino.

“Come la pioggia
quando d’estate cade
rinfresca l’aria”

Entro nel merito dei versi d’oro,
luccichio di antiche memorie,
suono che si ripete all’infinito,
cosa sei se non vanità? Coheleth mi parlò
ero sbandato come queste note, nel silenzio
vagavo pieno di paure, sbigottito dallo spavento
rimuginavo sui perché delle cose! Che stupido
sono stato, quanta ingenuità colora il mio volto.

c.
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