PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Ria
Pubblicata il 19/12/2004
Ricordo la stanza
in penombra,
così fredda
nei visi
delle persone senza sorriso.

Ricordo un corpo,
pregno di una vita
estromessa da sè stessa.

Ricordo una lacrima
che non riesce
a cadere
per il troppo sentito.

Ricordo il tuo viso
scavato
da fiumi di rassegnazione.

Ricordo un grido
che non è uscito
nel parto straziante
di un aborto.


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Dedicata al dolore di quel giorno.
Vane parole non possono contenere tanta amarezza e impotenza.
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La poesia è delicatissima quanto sentita quindi mi piace molto perchè è difficile scrivere in questi casi...ciò che non mi piace è la frase finale "Dedicata..." perchè a mio avviso non c'era bisogno di aggiungere niente,la poesia la scrivi(sempre mio modesto parere)per liberarti di qualcosa di intimamente tuo,non c'è bisogno che la giustifichi(non trovo un'altro termine,capiscimi)anche se ho apprezzato il fatto che dici "...quel giorno" come a proteggere il tuo sentimento.Poi un'altra cosa è il titolo(e questo è un modestissimo parere strettamente personale),secondo me andava un titolo meno diretto,che rispecchiava il modo quasi ermetico con cui ti sei espressa.La poesia come ho detto all'inizio è di una magnifica delicatezza.Brava..baciuzzi

il 20/12/2004 alle 23:35
Ria

Grazie tesoro...Auguroni!!!
apprezzo sempre i tuoi pareri (sia negativi che positivi!)...la dedica, mi sembrava d'obbligo...forse proprio x il dolore...forse proprio per l'impotenza...forse...
Il titolo è chiaro come le parole che scrivo, nè + nè -...un titolo allegorico o metaforico, mi sembrava fuori posto...non avrebbe rispettato il senso del testo...poi tutto il resto è filosofia(quindi lo lascio a te!).
grazie ancora...
...baci a profusione delicata Ria :)

il 31/12/2004 alle 17:12