PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 14/12/2004
E la storia interiore continua,
motivata
nei suoi passaggi e andirivieni,
gremita
di libri letti e abbandonati,
di pensieri lungamente discussi.
Quali gemiti, mio Dio!
L'aria è chiusa,
il mio cervello inceppato
in spazi soffocanti.
Sono in un'avvolgente tela di ragno
smemorata al filo del ragionamento.
S'insinua inciso dentro inciso,
inserto dentro inserto;
nell'ipotesi
mi circondo di cautele.
Voglio conoscere il geometra
dell'intelligenza,
dello stile matematico:
corpo a corpo, spirito a spirito
rovineranno a valle
le leggi dei principii.
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..i versi ormai ...sono quelli:densi,ritmici,musicali..soprattutto in simbiosi coi concetti..e questa e' poesia!
Sui libri letti e abbandonati:loro non ci abbandonano,cara Don...anzi..in certe menti privilegiate i libri parlano tra loro e quasi per partogenesi si riproducono in libri mai scritti e mai letti da nessuno se non dalla nostra anima:fortunati coloro che con pochi libri ne posseggono quindi intere biblioteche segrete!(e mi sembra anche il tuo caso).

La chiusa:sono d'accordo!nemmeno la divina matematica e' esente da una certa contingenza:il suo dominio astrattivo e' limitato alla convenzione e agli assiomi sui quali si sorregge:difficile trovare risposte esistenziali in essa ,ma anche nel logos dal quale promana.Forse certe risposte sono da ricercarsi in altri luoghi,oltre che nel sapere paludato degli eruditi o nelle aule universitarie...ma questo e' un altro discorso:esso andrebbe ripreso partendo dai presocratici....e quindi lasciamo perdere.Certo il tuo grido e' autentico...sei sconcertata dagli arabeschi della ragione che si perdono in se stessi e da sentimenti sempre ondeggianti:intuisci un altrove(magari dentro di te)...ti auguro di trovarlo,se gia'non sai dov'e'.
Per parte mia .ti diro' affettuosamente,che gira gira sono finalmente...al punto di partenza:sembra assurdo ,ma qui e' ogni arrivo.
Guarda la tua bella poesia quanto mi ha fatto sproloquiare:tutta colpa tua,ma di cio' ti ringrazio.
Un nuovo bacio rosato a te dentro il mio specchio. massimo

il 14/12/2004 alle 11:53

E la storia interiore continua a getti continui. La tua è una poesia riflessiva ma attenta alle mutazioni, alle evoluzioni, alle linee dinamiche del tempo, alle curve dell'anima che sentono difficoltà di andamento. E liberi la poesia come un vero contributo, come un saggio di parole strutturate musicalmente e, quidi, in poesia. La ragione è un dono, ma è il sentimento che ci libera-senza farci consumare dalla tela di ragno. La tua voce autentica è autentica e basta. Poetessa ragiona se ragionare ti serve a scrivere e a sostenere così bene i concetti. Serafico.

il 14/12/2004 alle 22:06

E' tutto troppo bello quello che hai scritto Massimo. Permettimi di dedicarti qualche verso, in risposta e come ringraziamento alla tua costante attenzione di cui gradisco ogni piccola molecola. Buonagiornata. Ti abbraccio

La mia realtà è minacciata
da ciò
che deve ancora accadere.
Trascorro ore
divaricando geometrie
già sconsacrate
in perimetri poligonali.
Vorrei contare
i miei anni lunari
su pettini privi di denti,
dimenticando orfanatrofi
ristrutturati a osterie
dove la chitarra
intona il trapianto
di imenotomie lacerate
ad aspettare i giorni.
Un nuovo sogno
scompone i miei talismani,
conservati
in bottiglie di gin
e strenue resistenze.
C'è una barca di carta
arenata alla passione,
si ferma dopo poche righe:
sono sent - ieri d'allucinazioni.

Donatella

il 15/12/2004 alle 07:24

Grazie Serafico. Hai letto in chiave perfetta. Sono a corto di parole stamattina per rendere giustizia ad un commento così bello e appagante. Pesco nelle mie disquisizioni e... ti dedico un qualcosa che penso ti dia un'immagine ulteriore di questa parolaia che io pretendo d'essere... un sorriso, buonagiornata!

Sono una principessa bionda
con stivali di pelo e
cappotto sciancrato,
bordato in legno di quercia;

chiudere le tende pesanti,
stendersi sul divano sgualcito:
è un'ottima combinazione
per arrotolare le bende,
per bere quelle pillole
d'anticoncezione in antitesi
a sabba di a - mor - ti - zzanti fertilità.

Proiezione di lunghe canne e
tamburi e colpi inesplosi
per la roulette dell'amore,
quando sparo al posto pieno
cade solo l'amnistia,
l'urlo dilata le parentesi
in fiori cadenti
su lapidi in prospettiva.

Donatella

il 15/12/2004 alle 07:34

Ti rispondo dicendoti che solo l'anima può dare parole di una così tale profondità. Un abbraccio Serafico.

il 16/12/2004 alle 00:28