Nelle calli finalmente
deserte
quando anche l'ultima
delle insegne si spegne
un portone scrostato
si apre...
C'è una grande scalinata
carica di storia
un giardino segreto
dove regna il gelsomino.
Un attimo,
ti accendi la sigaretta
e osservi ...
Le luci nelle stanze
dei piani superiori
dove gli ultimi veneziani
vanno a dormire
anche oggi sono spente.
Se ne vanno i ricordi
di quella notte passata
quel palazzo nobile
il mio profumo
e il letto a baldacchino...
Venezia
città di maschere e
d'inganni
luoghi segreti e labirinti
dove gioiosa
mi nascondevo a te
scherzando...
Le storie disegnate di Hugo Pratt
in una Venezia
dove è difficile dire un sì
o rammentarsi un nò
instabile, come l'equilibrio
della laguna.
Acqua salmastra
che spacca
gli zoccoli degli edifici
costruiti in pietra bianca
d'Istria,
inzuppa pericolosamente
intonaci e mattoni...
Una nave lontana
porta altri giapponesi
in una Venezia satura
di turismo,
ma è la città più bella,
la capitale del Mondo.
La sigaretta
è finita
il fumo grigio sale
la brezza marina
ti prende...
i gabbiani dormono
e il mio ricordo svanisce...
Piazza San Marco
brulica ora di anime perse
sedute ad ammirar la luna
attorno ai tavoli dei Gran Caffè
un vaporetto,
forse l'ultimo,
lascia la sua scia
di schiuma bianca.
Hai scelto una città per
'' vivere ''
Alexia
Note: La poesia dal titolo "Venezia" già dedicata allo scrittore Federico Moro, possa essere di buon auspicio all'uscita del suo nuovo romanzo " Storie a pelo d'acqua tra pianura e laguna" Ed. Helvetia.
Complimenti a te Federico.