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Pubblicata il 15/11/2004
Come feriva
quel freddo di Lipsia
che mi tagliava la bocca
smorzandomi il sorriso

Con il pensiero assaporo
ancora
il brusco sapore del carbone

Era bruna la sera
vestita di donna
con le mani gelate
e il volto pallido

Le mie dita cercavano
il manto di Priamo
dalla coda bruciacchiata
vicino la stufa

Mi sorprendevo
a pensare perché
pochi uomini decidono
il destino di molti

Lasciando nella miseria
i cuori nascosti
senza dar voce
agli impotenti...
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Poesia sofferta, d'ambientazione alla Pasternak, vista anche la considerazione finale.
Preziosa!
Ciao
Axel

il 16/11/2004 alle 09:20

Grazie per il bellissimo commento...
ciao e buona giornata

il 16/11/2004 alle 09:27