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Pubblicata il 27/10/2004


Note: "Come sei felice lassù perchè ora guardi noi, quaggiù... e l’inverno quest’anno sarà diverso" Daniela Finesso



Piove e le briciole del pane
lasciate sul davanzale per loro,
timidi passerotti, si bagnano.

Non posso spiegare
raccolgo idee e sento in bocca
il sapore di quella minestra
che profuma di mamma.

Gruppi di graminacee
tra ciuffi d’erba bagnata
raccolgo nel mio cuore, essi
diventano: angolini di quiete.

Velleità è la splendida vista
di un ruscello sinuoso che ben presto,
senza accorgermi, irrompe
nel mio cuore ferito, sanguinante...

Perdonami, perdonami
forse tu solo, tra tanti amici,
avevi bisogno di me, solo per parlare,
solo per ridere o per giocare a fare
i poeti.

In un mattino d’autunno, i miei occhi giocano
con i colori rossi dell’acero giapponese,
oso un altro scorcio di tempo,
cammino e i miei passi lenti,
mi portano nel viale dei pensieri.
Dove tu attendi la luce bianca.

Una cascata d’edera mi nasconde da te,
un susseguirsi di luci
impreziosiscono il gazebo d’attesa,
Ti spogli dalle vesti terrestri
e...scivoli nello specchio d’acqua.

Sentieri di pace per la tua anima
corolle azzurre i miei pensieri,
potrei donarti foglie porpora
di un autunno che piange ma offro
all’acqua bouquet di ninfee bianche.


Alexia

*** Dedico questa poesia al mio amico poeta Gian
Abraxas, ciao Gian


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