Attaccato ad una macchina che genera androidi
ricevo pulsazioni che creano diamanti in mezzo alla mente
Vengo spinto nel tunnel della demenzia spaziale
Lentamente ali di fumo mi sorreggono nell'aria nera
e poi all'improvviso come un pianista impazzito
mi getto nel vuoto fatto di lune vetrate
mentre tubi di ghiaccio mi perforano lo stomaco
Occhi di sabbia si sciolgono e cyborg dalle mani viola
danzano in estasi pronti alla morte infinita
Scivolando sull'odio che pervade i cuori di quelle anime
sento le nere ninfee che urlano lacrime di mercurio
Delirio universale
Luci psichedeliche mostrano i denti agguerriti
pronti a squartare i sogni di chi è innocente
Risuonano ancora aspre note di un pianoforte
mentre il silenzio dei morti mi accompagna nell'orbita spaziale
Stelle blu