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Pubblicata il 21/10/2004
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BELLA EPOQUE

Scorre lento il tempo e senza affanni
in questo antico albergo delle terme.

Nell’attesa del pranzo
immagino sfilare figure in bianco e nero
coi baffi curati e l’orologio nel taschino
e lini bianchi e frusciare di sete e crinoline
e crocchie elaborate su colli slanciati.

Di sommesso vociare sento pervadere
gli eleganti salotti dai soffitti alti e intarsiati
e candide tende svolazzanti sul loggiato
affacciato sul parco dei larici.

Nel salone adiacente scricchiola il parquet
ai passi rapidi dei camerieri indaffarati
a rifinire l’apparecchiatura nei riflessi
dei mille e mille strass dei lampadari.

Il cordone rosso è tolto, si può entrare.

Svaniscono i fantasmmi in bianco e nero
sostituiti da clienti vocianti in braghe corte.

Peccato

comunque è l’ora, si va a mangiare.



yama
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Un pò di nostalgia retò in questi versi o solo per la buona educazione?
Una bella foro virata in seppia di luoghi ed atmosfere, con una chiusura di amarognolo contrappunto.
Zordoz

il 22/10/2004 alle 10:16

ciao zordoz, no, nessuna nostalgia, mi piace il 2004 (nonostante tutto), solo astio verso la dilagante maleducazione delle masse becere e volgari.
un saluto
yama

il 22/10/2004 alle 14:37