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Pubblicata il 19/10/2004
Non richiamarmi nella notte
al coro stupito
non rivelare il mio nome
perché alcuno giunga
e sia lasciato fuori
gelando nell'inospitalità

Ma tu sai come il recinto
sia stato esaudito
di muretti concessi e tralasciati
e le preghiere restano
in radici o servette assopite

E' la perfezione che anela
l'anima mia
nel Tutto si vuol perdere
perché il necessario
sei Tu
Amato dolce
come bacio infinito
assaporo l'Eterno

La Morte è un vino
distillato dalle mani tue
e mi ammalo
perché rassegnarmi
mi fa difetto

L'indolenza è veste
sul mio cuore
pesante martello
mi soffoca
e non trattengo più le forze
dove posso contemplarti...

(Dal Cantico dell'Amata all'Amato)
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l'anima affido a te
custode
che curi e nutri
sbriciolando ogni mattino
vita nuova
...

splendida
P.

il 19/10/2004 alle 10:41

per rinnovare lo spirito
e ritrovare il Bene
assaporando il Nulla
perché per andare dove non sono
devo passare per dove non sono...
e cosa sono senza il Tutto?

Grazie!

il 19/10/2004 alle 17:09