l’Arco è teso:
o Sabrina, ogni lettera mi parla
di te, dei tuoi capelli, delle forme
delle tue mani; i tuoi sorrisi sono
come il sole, illuminano il mio viso
d’immenso. Risento ancora la voce:
“amore porta in seno un poeta”
me, reo d’Amore, per cuori che ho
posseduto senza il minimo pudore:
“ Adamo è l’Albero, Eva la Mela”
mangiai di quel frutto e mi saziai,
il corpo cos’è se non un’offerta?
un magnifico strumento di piacere,
che ci permette di godere. Oggi
un vecchio dai bianchi capelli,
solito nell’ammaestrarmi presso
le femmine, disse: “l’importante
è godere, non come si gode”, per lui
l’amore non esiste; ma per me c’è:
mi alimenta quando scrivo, mi dona
talento nel letto e guida ogni mio passo.
La Freccia scocca:
“ sguardo dell’Immenso
Occhio d’incanto
volto di Sabrina ”
o Sabrina, vergine cuor apparso
al Trevigi: chissà cosa chiedi?
Vorrei aiutarti, essere la risposta,
ma sei troppo testarda per natura,
fai di tutto per mostrarti indifferente,
ma io ti conosco piccolina, perché
ho letto nel tuo cuore, hai mangiato
del mio albero e ti sei saziata.
Pettini con le ciglia l’azzurro, i tuoi
occhi sono come il mar Rosso: grandi,
profondi, le cui spiagge sono color
dell’oro di efrod; vorrei ipnotizzarti,
conoscerti tutta la notte, svegliarmi
coi tuoi baci, proteggerti tutta la vita.
“Afrodite ha paralato e Cupido è venuto ”