"Ehi Febo,guarda la luna!E' una falce luminosa,forse ci guarda e ci ascolta!Cosa racconterà di noi a tutte quelle stelle!?Febo mi ascolti'".Loris si avvicina all'amico. Febo dorme,illuminato dalla luna.
Con le vibrisse Loris sfiora gli occhi di Febo che indolente alza il muso stupito e addormentato.
"Loris che vuoi?Io vorrei dormire!"
"Ma come puoi non ascoltare il silenzio delle stelle e non guardare la luna!Non pensi mai a quale fortuna abbiamo a vivere sotto questo cielo?"
Febo,all'apparenza scocciato, volge il suo sguardo in alto e pensa "E' bello,è vero,ma la vita quaggiù non è tutta stellata e la notte non sempre è rischiarata dalla luna" e dice"Loris il cielo sopra di noi stanotte è tutta luce,ma domani potrebbe essere coperto da nubi nere e dense,niente è per sempre,tutto ci scorre intorno ed io non so gioire di questa gioia precaria!"
Loris si accosta all'amico e senza parlare si accoccola appoggiando il suo muso alla schiena di Febo.
Tra i ruderi di Roma il giorno tarda ad arrivare,il tempo inciampa nella storia,l'aurora arriva lenta e quieta.Loris e Febo stropicciano ossa e cuore ,annusano il profumo di un nuovo giorno randagio.