GRAZIE MARCELLA
E ti vedo così come m’appari
mentre guardi né miei occhi ignari.
Avvolta nella tua veste di velo
che ricopia il color del cielo;
La luce bianca che ti copre il volto
m’illumina e mi tranquillizza molto.
Vorrei parlare ma non mi vien la voce
chè mi soffoca in gola un groppo atroce.
Anche tu non parli, mi sorridi
non potrò dimenticar come ti vidi.
Eppure ti capisco perché l’espressione
m’induce alla tua nuova dimensione;
un luogo chissà dove e come immerso
nell’infinita profondità dell’universo
un sito tutto spirito ed astrattezza
dove però non manca la dolcezza,
né rimane più nessun dolore
nella gioia sublime del sommo Creatore.
Il tuo sguardo assai mi rassicura
contro il timore dell’umana sventura,
mi fa capire che non siamo soli
seppur sommersi da tanti guai e doli
ma la sofferenza che c’è qui nel mondo
è come leva per non colare a fondo,
per completare l’universal destino
così come vuole il gran Padre Divino.
Inizia qui il cammino che ci porta lontano
alla perfezione del sentimento umano.
Grazie Marcella, per l’inconfutabile certezza
che s’irraggia da cotanta tenerezza,
per quest’istante pervaso di serenità
che m’infonde la tua spiritualità
e si rafforza la mai sopita speranza
d’esser vicini, nonostante la distanza
se tutto non è qui da noi finito
per chi approderà a codesto dolce lito.
Questa poesia è dedicata a mia cognata Marcella
deceduta alcuni anni fa e fa parte della raccolta
"Specchio della vita" edita da Libroitaliano.
Flo "Il Rimatore"