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Pubblicata il 24/05/2001
Un topo di campagna di basso ceto
che di campar di stenti s'era stufato
pensò di cambiare la situazione
e ..detto fatto una decisione prese
fece fagotto e se ne andò in città.
Per strada s'adoperava a conquistare
alla giustezza della sua convinzione
quella parte di se stesso che ha ognuno
che mette freno ad ogni decisione
diceva la decisa alla dubbiosa:
" Tu non ci vuoi credere ma vedrai,
in città sarà tutta un'altra cosa
e molto presto te ne accorgerai,
se vuoi ci stanno i cinema e ci vai
ci stanno i bar, le danze e le altre cose
ma tu al teatro ci hai pensato mai?
E piccolo come sei scoprirai
che potrai entrare e uscire come ti pare
che gli altri han da pensare ai propri affari
non hanno tempo di starti a badare".
" Sarà....sarà.." le rispondeva quella incerta
" ....Sarà ma ci dovremo abituare
alla tristezza della vita cittadina,
non hanno tempo di starti a badare,
ma se hai bisogno di una mano
fammi capire che te la dà in città?"
" Ma perchè in campagna chi t'aiuta..
forse quella biscia maledetta che ti dà la caccia tutto il giorno
o quella disgraziata che alla notte
ti salta addosso al buio...la civetta?
Vedrai sarà un'altra vita..."
E s'era sul colle dirimpettaio
dove finiva l'odore della campagna
e si respirava la città
" avanti su che fai ti decidi"
disse la parte certa all'insicura
facendo la voce un pò autoritaria
"..tanto lo sai io son la più corposa..
spetta a me l'ultima parola.."
" E fai come ti pare.." le rispose
la parte che contraria era alla cosa
"..se ti conviene vai pure in città,
però ti avverto comunque a te ti andrà
anche se son costretto a starti appresso
in realtà io rimango quà..
e se ti capiterà d'essere sola
se avrai voglia di ritrovar te stessa
anche soltanto per far qualche parola
conosci il posto...vienimi a trovare."
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