eri ricca,temibile,asburgica,
con i capelli allacciati
da un fiocco d'insalata.
Elena :ti dipingevi il collo
e andavi verso i flussi
soffici,alle cascate d'uomini
a veder bollire i maiali in camice.
a cavallo d'un proteso
eremitaggio d'alluci
per vie che cercano
nella penombra un soffio
algebrico camminavi con
nere foschie di prece
ai fianchi delle madri atomiche.
-non pensare che sia il cielo
a crederti uomo piu' del
mio sapere-
dicevi a lui che
mangiava quel che tu ingoiavi.
ma io toccavo le sue lacrime
appena illuse da un grugnito
d'acque sciolte e le regalai
un padre di gioia morente.
e' il mio spettacolo
tutto quel che mi rimane.