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Pubblicata il 28/05/2004
E t’ho ricoperto d’acqua
Dolcemente
Umettando carezze arcaiche.
Mi figuravo
Elemento unico e vitale
Per te
Che come terra
Bramavi bermi anche coi baci
Per irrorare le tue ascose caverne
Sotterrane gallerie d’ombra
Dove s’annidava il seme dell’amore
Gettato in te
Secoli addietro
Da un altro di me
E giammai sperso
Nei meandri dei corpi tuoi
Fuggevoli vesti d’anima fulgida
Che ha ricercato il mio nucleo
Su bocche spente d’uomini diversi.
Fluisce il tempo
Inaridendo attimi.
E come sacra terra
Tu
M’hai arginato i rivoli inutili
Di dispersione cosmica
D’energia vitale
Che gettavo
Inconscio
Menando un vivere blasfemo e solitario.
E son diventate vene del tuo corpo
Non più arido e desertificato
Ricco di granelli
Pesanti al soffio
Ma prezioso limo
Dove germogli di vita
Urlando in silenzio
Si fanno strada tra zolle brume
Per incontrar la luce.
Ho irrorato
Con amore
Con le lacrime più dense
Quell’acino d’essere
Nouminoso
Che t’appartiene da ere
Sperando di farti gemmare
Ancora
Di me
In eterno.
E ho compreso
Tardi
Che come antico albero
Devo morire
Per rinascere altrove
Senza vecchie radici.
Son solo fango sporco
Ora.
Come terra
Allora
Ricoprimi e rapprendimi!
Non voglio essere inutile fonte
Nascente su foce immensa
Che si confonde col mare dell’immensità.
Essiccami!
Come ultimo e sacro gesto
D’un amore antico riapparso
Per risaltare
La pochezza del mio essere
Che di acqua
Ha
Solo
Amare stille notturne.
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Beh..più che un'amara poesia d'amore..sento sia una poesia all'Amore, ma l'amore per quel TE nascente.. Ne colgo quasi una preghiera ...
"Ho irrorato
Con amore
Con le lacrime più dense
Quell’acino d’essere
Nouminoso
Che t’appartiene da ere
Sperando di farti gemmare
Ancora
Di me
In eterno."... splendidi versi che pochi riescono a soffrire ed "offrire" in lirica come tu sai fare!
Un complimento...vero, sincero per tutto ciò che Sei...
bacio sabbatico
manu

il 29/05/2004 alle 08:28

Grazie, cara Manu per il commento e per aver inteso la duplice chiave di lettura della lirica.
Forse sono più amato per gli haiku...
Questa è lunga ma ...seria ed è una poesia di amore.
Un bacione weekendale...
Er

il 29/05/2004 alle 14:40

una poesia davvero bellissima, in cui il tuo amore personale diventa lirica di amore universale e la donna da te cantata diventa paradigma di tutte le donne amate del mondo. complimenti a te e un salutone.
Michele

il 29/05/2004 alle 15:09

Grazie caro Michele per il commento.
Giocata anche sulla differenza/cpmplementarietà di Acqua/Terra nei modi che si preferisce...
Un abbraccio
Er

il 29/05/2004 alle 17:24

...ma nelle stille notturne è il fiorire di vita

L.

il 30/05/2004 alle 00:46

che si riversa su altri. ma sono attimi di smarrimento puro.
Un caro abbraccio e grazie
Er

il 30/05/2004 alle 01:43

Ben ritrovato!
Grazie e un forte abbraccio!
Er

il 30/05/2004 alle 14:59

Non è il mio genere preferito
ma trovo che sia molto bella,
quanto particolarissima.

Mi piace tanto:
"Dove s’annidava il seme dell’amore
Gettato in te
Secoli addietro
Da un altro di me
E giammai sperso
Nei meandri dei corpi tuoi
Fuggevoli vesti d’anima fulgida
Che ha ricercato il mio nucleo
Su bocche spente d’uomini diversi."
mi piace l'idea che cercava negli altri
una persona dimenticata.

e:
"M’hai arginato i rivoli inutili...
...E son diventate vene del tuo corpo"
bella immagine pregna di significato.

"E ho compreso
Tardi
Che come antico albero
Devo morire
Per rinascere altrove"
il tempo cambia,
gli amori finiscono
e le persone se ne vanno.

"Non voglio essere inutile fonte
Nascente su foce immensa
Che si confonde col mare dell’immensità."
poteva benissimo finire qui.

Con stima ed amicizia.

Alessandro.

il 30/05/2004 alle 23:51

Caro Alessandro leggo solo ora il tuo commento e ti ringrazio.
Il tuo è un buon consiglio e ne terrò conto laddove dovessi por mano a rivedere le mie liriche per pubblicarle.
La parte finale inizia là dove tu vuoi che finisca.
Due elementi che dovrebbero essere complementari (acqua e terra o, se preferisci, zodiacalemente Cancro - io e .... altra da me) non lo appaiono più e l'acqua, che è fonte della vita, quella senza la quale la terra non (avrebbe potuto, o) potrà mai far nascere un seme di qualsivoglia natura (anche di amore), sente il suo destino inutile e frustrato. e chiede, quindi, alla Terra, di ricoprirla fino al farla essiccare.
E in me, dove prima vi erano liquidi inesauribili, preziosi e amorevoli, non rimangono che le lacrime a simbolo, sempre, di una inutilità dell'essere.
Accetto il consiglio. Forse è un ridondare aulico.
Un grazie ancora e un caro saluto
Er

il 31/05/2004 alle 06:13

"...inutilità dell'essere"
lo si legge ben desrcitto in tutta la poesia.

Con affetto.

Alessandro.

il 31/05/2004 alle 19:16

Una inutilitsa percepita in un meomento molto particolare.
Ti ringrazio per l'attenzione, caro Alessandro.
Un abbraccio
Er

il 01/06/2004 alle 05:51