Più rara la parola si fa strada,
sorda alla sua stessa memoria
stanca impronta sassosa polverosa, ruvida rada.
E via più asciutta e spersa negli orridi e nel vuoto, dilaga
E si fa sete e sale sbriciolando come creta arsa il sentire
Quasi assente al di là d’ogni attesa
Vergine spenta, polverosa giada
A suonare afona e roca il muto rumore della resa.