Gocce di triste amore
lavano il mio dolce corpo
donandogli malinconiche movenze.
D'un tratto come fulmine scappo,
razzo galattico che sfrecciando nel freddo
mio interno universo ,si surriscalda.
L’atrito rovente bruciandomi ,ridona nuova vita al vecchio bozzo,
tramutandolo in fenice.
Trilli di felicita isterica ,sconquassano il freddo gelo siderale.
Esplodendo ad altissima velocita’ ,genero nuovi pianeti,
stese di sabbia rossa lambiti da violacei alcalini mari,
dove vecchie dienneatiche memorie ,formano nuove vite.