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Pubblicata il 12/04/2004
Si attutiscono i miei passi
sul lamento dell’erba
che docile si piega
mentre rasento l’argine
lambito dal fiume di fango
che come un serpente si snoda
strisciando nei sotterranei
solleticando l’eldorado greto.
Tentativo vano di un cammino
gorgogliante d’ansia
verso una meta lontana
per me irraggiungibile
quell’amplesso spumeggiante
che solo il mar sa dare.
Riflessi crepuscolari rimbalzano
dai flutti ai miei occhi
sommergendoli in un tramonto
di un sogno impossibile.

Saby 2004


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Grazie per il bel commento, ma questo "amore" non è finito, almeno per me, ma solo impossibile.
Un caro saluto
Cesare

il 12/04/2004 alle 18:05

Cara Tina, hai captato la sottile disperazione in questo cammino nel fango dell'anima, fango che a volte arriva dall'esterno e cerca di sporcare un sogno già di per se impossibile. E' un po' come camminare sul filo di un rasoio e...non posso inoltrarmi di più in questo ragionamento. Mi lascierai un po' di privacy vero sorellina?
Un grazie e un abbraccio avvolgente
Cesare

il 13/04/2004 alle 18:25

Già che tu la definisca da "specchiarsi e riflettere" è per me un gran complimento, vuol dire che ha fatto presa su un anima che rispetto.
Un grazie e un ciaooooooo
Cesare

il 13/04/2004 alle 19:44