Clochard... faccia nera della nostra medaglia del progresso, che spesso lontana da chi può vederla, piange, e qualche volta muore, nel freddo invernale. Eppure c'è in loro una gran voglia di restare vivi, come nei più fortunati. Questo pare un silenzioso grido di rabbia che fa vacillare le nostre certezze. Commiserazione e amore per le piccole cose di tutti i giorni che spesso disprezziamo. Scusa lo sfogo, è commovente. Bella e magistralmente scritta.
Dario
Questa è una poesia molto vitale, e tu come solito sai proporre e trasmettere in modo fantastico contenuti spesso molto "pregnanti" .
(Hai simpatia per i ruscelli, eh?)
Ancora una volta bravo!
Terry
Grazie, in effetti hai ragione sull'eterna domanda e sul maggior diritto di avere una risposta da chi più ha sofferto...
Ciao, grazie ancora!
Axel