PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 19/03/2004
All'orizzonte di monti innevati

stiamo sgranando giorni di grappoli appesi
ove l'albeggia aura di immanente primavera
il tepore già si sente e gli odori schiusi
come gemme di profumi si aprono al sole
la terra si sgela di humus fango diventa molle
per le zolle per i semi ed i teneri germogli
raggi di sole che allontanandosi scalda di più
equinozio, pari possibilità alle ore di giorno e notte
al tepore dei sogni ed al fragore dei gesti
allo schiudersi dei sensi al fuoco ammaliante
e alle mani laboriose nel fare di cose
cieli tersi e nuvole veloci rincorrono venti
all'orizzonte di monti innevati e secchi di arbusti
il giallo e il fucsia infioriti riempiono i solchi di stoppie
gli occhi ancora velati di sonno invernale
a fatica si abituano al bagliore di luce
le membra intorpidite stiracchiandosi emergono
sangue e fibre e sensi e brividi e desideri
è rosso di petali in bocciolo il viburno ferito
sotto la superficie increspata sentimenti rinascono
diventano steli foglie rami e frutto daranno
di piacere languido e sogni da sguardi disegnati
da prenderne il calco nei cuscini irti dei fiori di erica
prima che passino o diventino segnalibri di ricordi.
  • Attualmente 4.5/5 meriti.
4,5/5 meriti (2 voti)

Cio che precede l'evento, ogni evento porta con se
insieme ciò che è e cio che sarà la conoscenza e l'ignoto un prima ed un dopo. In questi transiti le percezioni devono mutare stato, rinnovarsi e darsi schemi e appigli e consolidare aprodi e correggere derive, un grosso lavoro che è automatico in noi ma capita di soffermacisi di aprire un attimo lo scorrere dei fluidi nei mendri della coscienza/conoscenza e ci si trovano tesori si immagini e senazioni e atmosfere, questo è quello che ho provato a fissare con i miei versi, se tu lo hai apprezzati penso che condividi queste percezioni e mi fa piacere!
grazie
Zordoz

il 20/03/2004 alle 08:54